Sentirsi giovani anche dopo gli “anta”. I consigli dell’andrologo

La vita sessuale non finisce a quarant'anni... è un altro inizio

Le soluzioni per far sì che l’uomo possa mantenere il proprio “vigore” e sentirsi giovane anche superati gli “anta” esistono

Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato come l’uomo dopo i 50 anni possa andare incontro ad un progressivo declino della funzione sessuale. Questo può essere una conseguenza della diminuzione del testosterone, l’ormone maschile che regola la funzione sessuale, che si verifica circa nel 30% dei casi. La farmacologia viene in nostro soccorso con nuove molecole di sintesi, che possono essere somministrate anche come gel da applicare sulla pelle il quale rilascia il principio attivo in modo graduale durante il sonno. Il testosterone somministrato per via farmacologica si chiama “esogeno” ed esercita un’azione stimolante sul desiderio sessuale, sull’erezione e sull’elasticità del tessuto erettile. Accade spesso però che il calo “fisiologico” di testosterone non abbassi al minimo le concentrazioni ematiche e l’impiego di un’integrazione farmacologica esterna potrebbe non essere la soluzione migliore, o addirittura dannosa. Una valida alternativa all’impiego farmacologico la possiamo trovare nell’uso di integratori alimentari, che sembra riescano a stimolare la produzione di testosterone e a svolgere un ruolo antiossidante, stimolando la produzione di ossido nitrico. Se associati poi ad un trattamento ad onde d’urto si possono avere risultati maggiori. Da qualche anno, infatti, vengono utilizzati macchinari sempre più sofisticati per il trattamento della disfunzione erettile. Su 500 casi trattati, sono risultati positivi circa il 65% e, con l’associazione degli integratori, possiamo arrivare a sfiorare il 70%.

Le soluzioni per far sì che l’uomo possa mantenere il proprio “vigore” e sentirsi giovane anche superati gli “anta” esistono, sono concrete e sempre meno invasive.

Sono molto rari i casi in cui nessuna possibilità terapeutica medica risulti efficace; in casi come questi si può ricorrere alla chirurgia protesica che grazie all’impiego di protesi all’avanguardia consente una ripresa funzionale del tutto simile a quella naturale.


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